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I medicinali lanciati dopo il '90 costano dal 5 al 100% in meno Nell'industria la distribuzione risparmia dal 10 al 160% Prezzi industriali in linea se non più bassi di Francia e Regno Unito ROMA - I farmaci con l'obbligo della ricetta, in Italia, costano meno che altrove. E' quanto emerge da un confronto effettuato dall'Osservatorio Farmaci del Cergas Bocconi, tra i prodotti farmaceutici con i medesimi principi attivi e indicazioni terapeutiche, venduti, con tanto di prescrizione medica alla mano, sui banchi di Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Canada e Stati Uniti.
Risultato: i farmaci lanciati dopo il 1990 costano al pubblico del Bel Paese dal 5 al 100% in meno, mentre, guardando i prezzi che l'industria applica alla distribuzione si risparmia dal 10 al 160%. Prezzi inferiori si trovano solo in Spagna (-1%).
Considerando anche i prodotti lanciati da più tempo e quindi, il mercato nel suo complesso, i prezzi italiani sono superiori a quelli della Spagna del 10-20% e inferiori a quelli di Germania e Canada con percentuali che si aggirano tra il 10 e il 30%, mentre, rispetto agli Stati Uniti, la forbice si allarga fino al 100%.
Tendenzialmente, i costi al pubblico sono più sostenuti di quelli inglesi (+7%), dove gioca a favore l'Iva, che nel Regno Unito è nulla per i prodotti con obbligo di prescrizione e, in parte, di quelli francesi. I prezzi industriali sono invece in linea se non, addirittura più bassi, rispetto a Francia (+10%) e Regno Unito (+24%).
A questo punto, è però importante definire che cosa si intenda per prezzo finale, ovvero, il costo sostenuto dall'utente e dalle assicurazioni private (se il farmaco non è rimborsabile) oppure dallo Stato e dalle assicurazioni sociali (se è rimborsabile). Il prezzo finale si ottiene quindi sommando al prezzo industriale, la remunerazione della distribuzione (distributori all'ingrosso e farmacie) e l'Iva. Sono esclusi eventuali sconti dovuti dalle farmacie in caso di farmaco rimborsato dal sistema pubblico. Fonte: repubblica.it
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