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Continuano le proteste contro il decreto Bersani Serrande chiuse, oggi, per le farmacie private italiane. Federfarma, l'Associazione dei titolari di farmacia, come forma di protesta nei confronti dell'approvazione del "decreto Bersani", ha infatti proclamato la chiusura delle farmacie private sull'intero territorio nazionale per l'intera giornata di domani.
Il decreto, approvato il 30 giugno scorso, contiene alcune misure per la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco fuori dalle farmacie, ad esempio nei supermercati. Una provvedimento, questo, che ha suscitato il malcontento dei farmacisti, pronti a dare battaglia. Il servizio sarà assicurato dalle farmacie comunali. L'Assofarm (l'Associazione che raggruppa le farmacie comunali) ha, infatti, comunicato, nel corso di incontri tecnici sul contenuto del decreto, che non adotterà alcuna forma di protesta. Pertanto, le farmacie appartenenti ai comuni rimarranno regolarmente aperte.
Il Codacons condanna lo sciopero di domani dei farmacisti e annuncia l'intenzione di denunciarli. «Se i farmacisti abbasseranno le serrande - afferma il Codacons in un comunicato - li denunceremo per interruzione di pubblico servizio e chiederemo alle singole Regioni di valutare il ritiro delle licenze nei confronti delle farmacie ribelli».
Le proteste dei farmacisti, continua la nota, «sono ingiuste, considerato che il decreto Bersani consentirà un risparmio alle famiglie di 424 milioni all'anno sulla spesa per i farmaci da banco e aumenterà l'occupazione per gli stessi farmacisti». Per questo, l'associazione proclama, per giovedì 20, il boicottaggio delle farmacie su tutto il territorio, «invitando i cittadini a rivolgersi solo a quelle comunali, che non aderiscono allo sciopero». La speranza del Codacons è «ovviamente che il governo non ceda anche alla lobby dei farmacisti».
Fonte: lastampa.it
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